{Il libro che mi ha insegnato a scegliere: IL MAGICO POTERE DEL RIORDINO di M. Kondo}

Avrei dovuto scrivere questo post/recensione molto tempo fa. Ve ne ho parlato in diverse occasioni, a proposito di alcuni cambiamenti avvenuti nel 2015 nella mia vita. E ci tengo a parlarne per bene perché penso che alcuni di questi siano … Continua a leggere

{ALLA SCOPERTA DELLE SPEZIE – VII – Noce Moscata}

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Riprendo, dopo tempo immemore,
questa piccola rubrica dedicata alle spezie
e lo faccio portandovi, stavolta, in Indonesia.
Viene da lì l’albero sempreverde da cui si ricava
la nota e molto usata NOCE MOSCATA.

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La Noce Moscata non è altro che
il frutto decorticato,
mentre la parte esterna fornisce un’altra spezia
molto usata in Oriente: il MACIS.

[D’obbligo quindi una piccola parentesi a questo proposito!
Il Macis, chiamato anche Mace o Fiore della Noce Moscata,
ha un sapore più delicato di quest’ultima,
e viene usato nel Curry, negli aceti speziati
per conservare le verdure e nel Nocino.]

Perché si chiama Noce Moscata?
La dicitura è legata alla città di Mascate (Masqat),
una delle più vecchie del Medio Oriente.
Da qui cominciò la commercializzazione di questa spezia
che ne ha cosi assunto il nome.

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La coltivazione necessita di un clima tropicale.
La pianta viene riprodotta per talea
e a produrre le noci sono le piante femmine
(i due sessi si trovano su due piante differenti).
Si arriva alla piena produzione dopo un ventennio
di vita della pianta e ce ne vogliono 9 di anni
per avere il primo raccolto.

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In cucina si usa, grattugiata al momento,
in salse, budini, creme e puree.
E’ un ingrediente immancabile nel
ripieno di tortellini, ravioli e cannelloni
a base di carni, formaggi o verdure.
E’ perfetta per aromatizzare cocktails
e bevande alcooliche come vino caldo e punch.

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Nei secoli scorsi era considerato un
ingrediente afrodisiaco
e per via dei suoi effetti allucinogeni
si è guadagnato l’appellativo di
”stupefacente dei poveri”.
Nella medicina tradizionale la noce moscata
viene usata per le sue proprietà antimicotiche,
antidepressive e digestive.
Inoltre, aiuta il fegato e i reni
nell’eliminazione delle tossine.
Infine, favorisce il buon sonno
se assunta in piccole dosi!

Due piatti in cui per me non può assolutamente mancare?
Il gateau di patate (come potrei vivere senza?)…

…e le patate gratinate!
Come prepararle?

{PATATE GRATINATE}

Basta sbollentare in acqua salata le patate
dopo averle sbucciate e tagliate a fette non troppo sottili.
Disporle in una teglia,
alternando uno strato di patate ed uno di besciamella
che avrete preparato con
5 dl di latte, 50gr di farina00, 50 gr di burro e sale e noce moscata q.b.
Ad ogni strato, aggiungete del parmigiano grattugiato
e della paprika dolce.
Il tempo di gratinarle e…sono pronte per essere servite!

Libri in cucina: i miei fantastic 4!

A ogni essere umano è stata donata una grande virtù: la capacità di scegliere.
Chi non la utilizza, la trasforma in una maledizione

– e altri sceglieranno per lui.

cit. Paulo Coelho

Scegliere non è sempre semplice,
nonostante la nostra vita ci imponga di scegliere
decine, se non centinaia di volte ogni giorno.
Non tutte le scelte si fanno in una frazione di secondo,
come accade per ”Cosa vuoi mangiare a pranzo?”.
Scegliere poi cosa lasciare e cosa tenere,
è un compito ancor più arduo.
Ci proviamo alla fine di ogni anno,
a scegliere cosa portare con noi e cosa invece
lasciare nell’anno vecchio,
ma quanti di noi possono dire di essere riusciti
a lasciarsi davvero alle spalle quelle cose
(e persone e situazioni) ?
A volte ci blocca la paura di aver bisogno di quella cosa in futuro,
altre volte la convinzione di non poter vivere senza.
E cosi ci trasciniamo borse piene di oggetti inutili,
relazioni piene di problemi irrisolvibili,
abitudini che ci fanno stare più male che bene.

Nel 2015 ho fatto tante scelte.
Importanti, intendo.
Ho scelto di tenere.
E ho scelto di lasciar andare.
Ho scelto di restare, e anche di andar via.
E il criterio che ho usato per fare queste scelte
-le grandi come le piccole-
nel modo più convinto, sereno e utile possibile
me l’ha insegnato un libro.
Da quando ho imparato a leggere,
i libri mi hanno insegnato tantissime cose.
Su me stessa, sugli altri, sul mondo.
Anche quelli che credevo non potessero darmi nulla, lo hanno fatto.
Del libro che mi ha insegnato a scegliere
parlerò in uno dei prossimi post.
In questo voglio parlarvi dei libri che io ho scelto.
Per la mia cucina.

In tutte le cucine ci sono volumi di ricette,
regalati e/o ereditati da mamme e nonne.
E nella mia ne ho di ogni tipo,
comprese enciclopedie e riviste del settore.
Tra questi, ce ne sono alcuni che ho scelto
e che inevitabilmente, per questo,
consulto più spesso e con più entusiasmo.
Perché sono affini al mio modo di vivere, di sentire.
Ecco, vorrei parlarvi di queste scelte.

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Inizio col dire che li ho scelti a pelle.
D’istinto.
Li ho toccati, sfogliati, annusati.
Mi sono lasciata rapire dai colori, dalla luce, dalle fotografie,
dalle parole, dai caratteri.
E ognuno di essi mi porta il ricordo di un posto,
di un momento preciso della mia vita.

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Di Sigrid Verbert vi ho parlato nel precedente post,
ma ne approfitto per rimandarvi anche alla sua
pagina Fb.
Regali Golosi è un ricettario perfetto per chi ama regalare
ciò che prepara nella propria cucina ed è organizzato e sviluppato
in modo pulito e semplice ma non per questo meno creativo!
Diario Italiano invece è un viaggio, in lungo e in largo per l’Italia,
molto personale ma che lascia spazio a chi legge;
è un collage di luoghi, sapori, dettagli,
una finestra aperta su un panorama
vasto, vario e meraviglioso.
Come spesso mi capita anche con i libri di lettura,
sono questi due libri ad aver scelto me in realtà,
prima che io scegliessi loro.

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Dolcezze di Rossella Guarracino
è per chi senza Napoli non saprebbe stare.
Lo sfogli e
tra una ricetta (divise per periodi dell’anno)
e una poesia,
ti sembra di camminare pei vicoletti,
col profumo delle graffe calde e
appena ‘mpruscinate* nello zucchero.

*(ripassate -questo termine dialettale
mi fa morir dal ridere, che devo fa’?)

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Non è un semplice libro di ricette
ma un piccolo scrigno di cultura partenopea!
Ogni volta che lo apro
vengono fuori i ricordi dei tanti momenti,
belli e meno belli, che ho vissuto a Napoli
in questi anni.
Napoli mi ha vista crescere,
mi ha fatta innamorare,
mi ha snervata come poche città sanno fare.
Questo libro l’ho comprato lì,
in una soleggiata giornata d’autunno,
durante la fiera del cake design.

Ultimo di questa serie è
Un anno in Romagna,
realizzato da due amiche: Cristina Casadei e Nicole Poggi,
con l’aiuto di Gianluca Camporesi.
Ed è semplicemente splendido.

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Ero alla libreria Ambasciatori a Bologna
e questo libro mi strizzava l’occhiolino
in mezzo ad altre centinaia di volumi, di cucina e non.
Ci siamo riconosciuti.
L’ho preso fra le mani almeno dieci volte,
sono anche tornata indietro a posarlo,
dicendomi che no, non potevo comprare un altro libro
durante quel viaggio
(già al Libraccio avevo dato fondo al portafogli!)
ma niente, non ne ha voluto sapere di mollarmi.
Cosi l’ho preso. D’istinto.
E non me ne sono affatto pentita.

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E’ uno di quei libri che sa di famiglia,
di amicizia,
di amore per le tradizioni.
Tutte cose che nella mia vita hanno un posto d’onore.
Ed è realizzato davvero bene,
sfogliarlo sorseggiando un calice di rosso
davanti al caminetto
è diventato il mio passatempo invernale preferito!
Attraverso le 4 stagioni
si leggono vite, storie, dettagli
che ci fanno apprezzare ancor di più anche le nostre di vite, di storie.
E’ meraviglioso scoprire che c’è qualcun’altro
che come noi
respira tutta la bellezza del mondo
soltanto annusando un fiore.
La felicità è fatta di cose piccole.
Come un libro di cucina.

 

Chocolate Cookies per calze piene d’amore!

Che lo vogliate ammettere o meno, nessuno, nemmeno a settant’anni, smette di aspettare la Befana. Tutti l’aspettiamo, chi per i dolci, chi per avere un’altra scusa per un regalo, chi solo per lo sfizio di trovare la calza piena di qualcosa … Continua a leggere

{Ad un passo dal 2016…}

<<Davanti a questa pagina bianca…>> -cit. Elisa <<Lasciami il tuo silenzio, spegni la voce, le luci accese… grazie.>> -cit. Gianna Nannini <<Mi tengo certi brividi alla schiena perchè fermarli non ne val la pena Mi tengo pure una ferita aperta. Di … Continua a leggere

{Benvenuto Inverno!}

La vita del cristallo,
l’architettura del fiocco di neve, il fuoco del gelo,
l’anima del raggio di sole.
La frizzante aria invernale è piena di queste cose.

-John Burroughs-

Aprendo WordPress oggi, una notifica mi ha strappato un sorriso:
131 persone seguono questo angolino di web.
E per me sono tantissime!!
Ad ognuno di voi un grazie e una promessa:
essere costante negli aggiornamenti nel prossimo anno!
Ho tanti contenuti da condividere,
tanti post già scritti,
tanto entusiasmo e progetti per questo blog!

Intanto,
ho per voi quella che è diventata una piccola tradizione:
la TO DO LIST di questa stagione
da stampare e compilare!

PicMonkey Collage

Io la mia l’ho già riempita all’inverosimile!
Come ho cominciato questo nuovo Inverno?
Con i mercatini natalizi!
Quest’anno non li avevo cercati,
ma sono stati loro a trovare me.
Ci ho pensato un po’ su prima di accettare,
per diversi motivi… ma nessuno valeva tanto
quanto la mia voglia di creare e di
incontrare altre persone che amassero l’artigianato.
E cosi…

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E soprattutto, ho realizzato un sogno. . .
ho conosciuto un Minion! =)

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Da qui, per ora è tutto.
La mia pausa caffé sta per terminare e
la corsa ai regali
(e all’abito per un matrimonio d’inverno)
mi sta per risucchiare di nuovo!

A chiunque passi di qui…
Buone feste!!!

{Santa is coming. . . – Aspettando il Natale a casa mia!}

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Che strano Avvento che è quello di quest’anno!
Ci sono cambiamenti in corso,
tanti impegni da non lasciare il tempo per la ricerca dei regali,
tanto spirito natalizio ma poco tempo per goderselo,
e una punta di malinconia se si pensa al futuro…

Insomma, non posso dire sia un brutto periodo,
piuttosto lo definirei…strano. Ecco. Rendo l’idea?

Visto lo stato d’animo, avevo bisogno di scaldare un po’ la casa,
cosi ho iniziato ad addobbare già a fine Novembre…
e ho scelto di farlo con oggetti tradizionali,
che hanno dei significati particolari,
semplici, meglio se fatti a mano.
Piccoli pezzi di puzzle che negli anni
hanno composto il Natale della mia famiglia
e che io ho cercato di mettere insieme
in modo (quasi!) omogeneo.

Come avevo spifferato nell’ultimo post ispirazione  ,
per l’albero di Natale quest’anno ho scelto
il bianco e l’argento.
Ho usato poche decorazioni rispetto agli anni passati,
naturalmente portata al less is more
che ha fatto da fil rouge in questo 2015.

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Ad alcune decorazioni sono particolarmente affezionata,
mi ricordano anni speciali, persone o eventi particolari.
Altre sono frutto di una piccola tradizione:
acquistare una decorazione ogni Natale, meglio se
ad un mercatino o in negozi bellissimi come Maisons Du Monde.

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Altre le ho create io stessa…

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Legno, una mano di vernice e una di carta vetrata e poi
materiali da scrapbooking (adesivi, washi tapes..) 
per dare un tocco personale ed unico.

A casa mia però
l’albero di Natale si contende la scena con una tradizione
ancor più antica e bella: il presepe.

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Ognuno ha il suo compito,
c’è chi costruisce la struttura e chi decide
come posizionare i pastori.
Ed è proprio questo il bello: farlo insieme
(anche litigando su Erode si o Erode no!).
E la classica battuta rubata a De Filippo:
”T’ piace ‘o presepe??”

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Anche per il presepe c’è la tradizione di acquistare ogni anno
un nuovo dettaglio, uno degli ultimi presi è proprio il gatto in foto
(che però non è per niente proporzionato agli altri personaggi!).
Insomma, non è perfetto e nemmeno pretende di esserlo…
ma è nostro, parla di noi e racconta la storia di decenni
e decenni di famiglia.
Per me non sarebbe Natale senza!

Per il resto della casa, pochi tocchi
qui e là sui camini e sulle finestre,
su qualche mensola e nelle credenze.
Niente di eccessivo,
perché le decorazioni sono solo una cornice…
la vera bellezza del Natale sono la tavola imbandita
e la famiglia che vi si riunisce intorno.

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E sul balcone…tante luci,
perché Babbo Natale non dimentichi la nostra casa =)

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Nota: Non è un caso se ho evitato il mio angolo craft.
E’ vero, sembra il laboratorio di Babbo Natale per quanto è natalizio ma.. lasciatemi dire che se lo vedesse la cara Marie Kondo
mi prenderebbe a calci!

Piacere, Reflex. – Un post al volo!

Ennesimo post di passaggio, chiedo perdono sin da subito e giuro solennemente che farò del mio meglio per recuperare. Appena riuscirò a star ferma (e sveglia!) per più di mezz’ora. Situazione attuale: valigia vuota che purtroppo non ha ancora imparato a riempirsi da … Continua a leggere

{Elogio della leggerezza (e dei Mendiants!)}

<<Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c’è da rimanere secchi. Potresti passare una vita a provarci:  ma non saresti capace di avere quella leggerezza che hanno loro, alle volte.  Sono leggere dentro. Dentro.>> [Alessandro Baricco] Leggerezza non è … Continua a leggere

{Cheesecake all’arancia secondo me + La mia prima MoodBoard}

Lo ammetto: il mio concetto di cheesecake è molto ma molto personale. So benissimo come dovrebbe essere una classica cheesecake da forno, ma puntualmente decido di sovvertire le regole e (con sommo orrore dei newyorkesi!) vien fuori qualcosa che nulla … Continua a leggere