Chocolate Cookies per calze piene d’amore!

Che lo vogliate ammettere o meno, nessuno, nemmeno a settant’anni, smette di aspettare la Befana. Tutti l’aspettiamo, chi per i dolci, chi per avere un’altra scusa per un regalo, chi solo per lo sfizio di trovare la calza piena di qualcosa … Continua a leggere

Truffles svuota-dispensa, la semplicità a portata di morso!

Sono loro, le cose semplici, a farsi ricordare più a lungo. Quelle cose che sul momento sembrano anche banali, prive di significato. Poi però… ritornano. Nei momenti più inaspettati! Il sapore dei Tic Tac all’arancia che mio nonno nascondeva nei … Continua a leggere

{Biscotti, sguardi e altre cose di cui non saprei fare a meno.}

Ci sono tante cose di cui probabilmente non saprei mai fare a meno nella vita. Ci pensavo qualche giorno fa, all’ennesima tappa del percorso di decluttering intrapreso da qualche mese ormai, dopo aver acquistato il tanto chiacchierato libro ”Il magico … Continua a leggere

{Elogio della leggerezza (e dei Mendiants!)}

<<Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c’è da rimanere secchi. Potresti passare una vita a provarci:  ma non saresti capace di avere quella leggerezza che hanno loro, alle volte.  Sono leggere dentro. Dentro.>> [Alessandro Baricco] Leggerezza non è … Continua a leggere

{Cose da fare in Primavera: iniziamo dai Whities!

La cattiva notizia è che il tempo vola. La buona notizia è che sei il pilota. (Michael Althsuler) Vola, il tempo, e siamo già all’inizio di una nuova Primavera. Dalle 23.45 di ieri sera è ufficiale: addio Inverno, è stato … Continua a leggere

{Arrivederci all’Estate…

E’ da un po’ che non scrivo un post ‘dolce’…
Quale migliore occasione dell’Arrivederci alla bella stagione?

Ci sono state Estati, nella mia vita, da dimenticare in tronco,
come se non fossero mai esistite.
Poi ci sono state quelle che anche se non perfette,
mi hanno insegnato molto.
E, per fortuna, ci sono state anche le Estati bellissime,
piene di sorrisi, di piccoli o grandi viaggi, di sole e mare.
Quest’estate resterà fra le più belle da ricordare.
Ho sorriso tanto,
e affrontare l’Autunno mi spaventa meno
se ripenso alla sensazione di essere immersa nel mare cristallino o
al sapore di tutti i gelati che ho mangiato!
Per salutare l’Estate, ho preparato un dolce
di cui vi ho già parlato in questo post di Giugno.
Insomma, quest’Estate l’ho cominciata con una Crumb Cake e…
la concludo allo stesso modo!
Con una piccola variante, ovviamente…
Questa versione ha la base bicolor (vaniglia/cacao) e
golose gocce di cioccolata nel crumble!

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Non mi resta che
salutare l’Estate e
voglio farlo nel modo più
allegro che c’è…
con tutti i sorrisi che mi ha regalato! ❤

summersmiles

{Banana & Chocolate Plumcake e il colore di questa settimana: il giallo!!!}

”Se sei innamorato, i colori che vedi sembrano più vivi.”
(R. Vacca)

A sospettarlo, l’avevo sempre sospettato.
Solo che non avevo mai valutato quanto fosse vero che
ogni colore ha un effetto benefico per l’organismo e per la mente!
Prima d’ora ho sempre sottovalutato la cromoterapia,
limitandomi al massimo a scegliere la tinta delle pareti di casa.
Non a caso, ho tinteggiato la mia stanza da letto di celeste!
E invece da un po’ di tempo a questa parte vedo la cosa da un nuovo punto di vista
e devo ammettere che non è solo una questione di gusti, di preferenze,
ma di vera e propria influenza dei colori sull’umore!
Di che sto parlando?

Dunque…
Provate a vestirvi di rosso quando avete bisogno di energia, di vita, di forza, di calore!
Oppure di arancione quando siete un po’ giù di morale o
dovete affrontare una sfida per cui avete bisogno di una bella iniezione di coraggio!
Circondatevi di verde quando siete particolarmente stressati o nervosi
oppure dipingete di blu le pareti delle stanze in cui
tendete a fare attività rilassanti come yoga o lettura!
Ogni colore –a seconda anche della tonalità e della luce- ha sulla nostra mente
(e di conseguenza anche sul nostro corpo) degli effetti ben precisi.

Per non parlare poi di come ogni colore abbia assunto, a seconda delle varie culture,
diversi significati che hanno portato a preferirli nelle situazioni più disparate!
Sapevate per esempio che, mentre da noi il nero è il colore legato alla morte e ai funerali,
in Cina per questo tipo di eventi si predilige il bianco?
Il giallo invece è di solito un segnale di cautela,
tranne che Giappone e India, dove indica gioia ma anche malattia.

Qualche altra curiosità sui colori.
Il rosso è presente (anche in minima parte) nel 77% delle bandiere esistenti al mondo.
E’ un colore che indica inoltre divieto nei segnali e fortuna
se indossato in determinati periodi dell’anno.
Il blu, associato ovunque al freddo, è il colore più amato al mondo.
Nel Medioevo però, in Europa, portava sfortuna!!
Il bianco, che in Occidente è il colore delle spose perché indica purezza,
in Paesi come il Maghreb indica la vecchiaia.

Io ultimamente sento il bisogno di circondarmi di giallo.
Sarà che ho bisogno di energia, dinamismo, forza…
sarà che sta arrivando l’estate ed io
–che secondo l’astrologia sono un segno di fuoco!- l’aspetto per ricaricarmi…
Cosi, non faccio che riempire vasi e vasi di margherite gialle,
annusare limoni, indossare bigiotteria color oro e volgermi al sole come una lucertola!
Ah, dimenticavo i Minions….quelli li vedo ovunque!!! =)

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E restando in tema,
questa settimana ho scelto per il dolce della domenica le giallissime banane!

Piccola parentesi salutista.
Per chi non lo sapesse (io per esempio non ero cosi informata prima!)
le banane aiutano ad abbassare il colesterolo,
saziano –cosa positivissima per chi è a dieta ipocalorica!-,
favoriscono il metabolismo delle proteine, aiutano chi fa sport a non affaticare i muscoli,
stimolano la produzione di serotonina (proprio come il cioccolato!!)
e una banana ha le stesse calorie di una mela o di una fetta d’anguria!

Tornando a noi, ecco la ricetta del dolce di questa domenica!
Un dolce come al solito semplice –senza creme né glasse- ma allo stesso tempo goloso.
Perfetto anche per la colazione o la merenda.
Utilissimo a smaltire gli ovetti di Pasqua che ancora sono in giro per casa…

{BANANA & CHOCOLATE PLUMCAKE}

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130 gr di farina
100 gr di fecola di patate
125 gr di zucchero semolato
un bicchierino di latte
100 ml di olio di semi misto ad olio di oliva
2 uova
1 vasetto di yogurt bianco da 125 ml
2 banane ben mature
60 gr di cioccolato sminuzzato
1 bustina di lievito per dolci
scorza grattugiata di un limone biologico

In planetaria, partite con uova e zucchero.
Aggiungete la scorza di limone, l’olio, lo yogurt.
Setacciate ed aggiungete la farina, la fecola, il lievito.
Infine, amalgamate le banane
(1 e ½ schiacciate e la restante metà a cubetti),
il latte e il cioccolato.

Versate l’impasto in uno stampo per plumcake imburrato ed infarinato
o, in alternativa, foderato con carta forno. Infornate in forno già caldo
e cuocete a 180°C per 40 minuti. Sfornate solo dopo la prova stuzzicadenti.

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Prima di sformare il plumcake lasciate che raffreddi del tutto.

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{Letture e Pasticci – Gli ingredienti segreti dell’amore di N. Barreau

Ho scoperto ‘Gli ingredienti segreti dell’amore’ la scorsa estate,
mentre ero in vacanza a Capitello, un piccolo borgo del comune di Ispani,
che si affaccia sul meraviglioso Golfo di Policastro.

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Da lettrice onnivora quale sono, non c’è vacanza in cui non scovi edicole e bancarelle di libri,
perché per me relax fa rima (anche) con lettura.

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Cosi, in questa piccola edicola sul lungomare, tra un Super Santos e una Settimana Enigmistica,
i miei occhi sono caduti sulla ragazza vestita di rosso che, in copertina,
passeggia all’ombra della Tour Eiffel.
‘La felicità è un cappotto rosso con la fodera a brandelli’
Inizia cosi, con questa citazione di Julian Barnes.
Duecentotrentanove pagine di pensieri, imprevisti, avventure, misteri e ricette.
Il volume, infatti, si chiude con un intero menu –dall’Insalata di valeriana al Parfait à l’òrange.
E’ il Menu d’amour di Aurélie, la proprietaria di un piccolo ristorante in rue Princesse a Parigi, Le Temps des cerises, nonché protagonista di questo romanzo.
Aurélie è una sognatrice.
Forse per questo mi sono bastati appena dieci minuti per affezionarmi al suo personaggio.
Colleziona pensieri appiccicandoli alle pareti della sua camera, si regala fiori quand’è triste e ama leggere.
L’avventura inizia quando in una piccola libreria scopre un romanzo di cui sembra proprio essere la protagonista! Più legge e più si accorge che l’autore, venuto in visita al suo ristorante, ha costruito tutto il romanzo su di lei. E cosi inizia a domandarsi chi sia, quando l’abbia conosciuta e come mai lei non sappia niente di lui! E siccome la curiosità è donna, inizia la ricerca!
Dapprima l’autore della sua storia sembra introvabile.
Poi finalmente riesce a stabilire con lui contatto mediante il suo editor, Adam.
Quando però è il momento di conoscersi di persona, qualcosa va storto e… tutto diventa un mistero!
Forse Aurélie non conoscerà mai l’autore misterioso, o forse lo conosce già…quello che è certo è che la storia raccontata in questo romanzo ha tutti gli elementi giusti per tenervi svegli a leggere fino a notte fonda!

‘L’anno scorso, a novembre, un libro mi ha salvato la vita. Una cosa alquanto improbabile, lo so.
Alcuni potrebbero considerarla un’affermazione esagerata, perfino melodrammatica. Eppure è la verità.’

Solo chi ha toccato con mano il potere di un libro può capire fino in fondo il significato di una frase del genere. Perché un libro non è mai solo un insieme di pagine. E’ un pezzo di vita, un gradino in più sulla scala della conoscenza –di sé e del mondo. E’ un’avventura che non finisce con l’ultimo capitolo, è un viaggio che può condurre ovunque.

‘La prima frase di un libro è come il primo sguardo tra due persone che non si conoscono’

Lo capisci subito quando un libro non è solo un semplice libro ma il libro che ti cambierà la vita.
Basta leggere le prime righe per rendertene conto e tutto quello che viene dopo è
solo l’inizio della svolta.

Questo libro è stato per me un perfetto compagno di viaggio: nei pomeriggi di pioggia che mi hanno costretta a restare in casa, sulla spiaggia al tramonto, in treno verso casa. Mi ha tenuto compagnia come un amico e, ogni volta che lo riapro per rileggere le frasi che ho segnato a matita, ritrovo un po’ di quei meravigliosi paesaggi di cui mi sono riempita gli occhi e il cuore.
Mi basta chiudere gli occhi per ritrovarmi di nuovo lì, col caftano e le infradito, la pelle dorata e i capelli increspati dalla salsedine, immersa in un viaggio nel viaggio.

Per chi volesse scoprire se ‘Gli ingredienti segreti dell’amore’ è il libro che gli cambierà la vita, ecco tutto quello che c’è da sapere:

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Gli ingredienti segreti dell’amore
di Nicolas Barreau
Edito da Feltrinelli nella collana Universale Economica
239 pag, 8,00 euro
Titolo originale dell’Opera: DAS LACHELN DER FRAUER

Per chi ama accompagnare la lettura con un piccolo peccato di gola,
io suggerisco dei semplici e rustici quadrotti di frolla al cioccolato e pistacchio.
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Per realizzarli potete utilizzare la vostra ricetta di pasta frolla preferita.
Basterà aggiungere del cacao (la quantità di cacao è da sottrarre a quella della farina)
e del cioccolato al pistacchio tagliato grossolanamente.
Sono semplici e veloci da preparare ma, vi assicuro, ad alto tasso di soddisfazione quando
–immersi nella lettura- allungate la mano al vassoio e li iniziate a sgranocchiare. 


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Non mi resta che augurarvi una buona lettura!!!

{LA MIA SETTIMANA IN 7 SCATTI – 15/22 DIC}

”A Natale tutte le strade conducono a casa”

-Cit. M. Holmes

Il mio Natale ha da sempre il profumo della mia casa.
Non so immaginarmi un Natale in viaggio o lontano dalla mia famiglia,
e per fortuna non ho mai dovuto rinunciare
a trascorrere le festività con i miei cari.
Anche con poco tempo, anche se di corsa e stressata, il Natale per me è casa.
Ed è anche…

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#1
Il sapore delle caramelle Rossana della Perugina.
E’ da quando avevo pochi anni che me lo porto dentro,
nel cuore e nella mente.
E’ un sapore speciale, che mi fa pensare subito a casa e alle persone che amo.
Adoro scartare queste caramelle, farle sciogliere in bocca fino a farne uscire il ripieno morbido!
Sono le caramelle più conosciute in Italia e, per chi non lo sapesse, hanno quasi cento anni!!
Furono inventate in onore di Roxanne, la dama tanto amata dal celebre Cyrano de Bergerac!
Googlandone il nome ho scoperto anche una ricetta da realizzare con questa caramella… curiosi?
Cliccate qui! Non vedo l’ora di provarla =)

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#2
Una tradizione.
Piccola ma mai abbandonata…
Ogni anno una nuova decorazione sul mio albero.
Quest’anno ho scelto, insieme alla persona che amo, questa: un cristallo di neve!
Lo trovo un simbolo molto romantico!!
E quante cose ci sono da sapere sulla neve

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#3
Cioccolato.
E’ d’obbligo in questo periodo!
Io l’ho usato per un dolce velocissimo da accompagnare ad una tazza di té
per l’annuale scambio di regali con le mie amiche!
Volete sapere come?
E’ semplicissimo!
Avete bisogno solo di cioccolato fondente, della scorza di un’arancia e dei corn flakes!
Mescolate tutto, dopo aver fatto fondere il cioccolato al microonde (o a bagnomaria!!).
Con un cucchiaio porzionate l’ ”impasto” sistemandolo in pirottini di carta (meglio se natalizi)
e fate raffreddare (anche in frigo, se avete fretta).
Decorate a piacere con codette e zuccherini!
Allora, vi ho convinti??

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#4
Natale è anche amicizia.
Quella genuina, duratura, che va oltre distanza e impegni e difficoltà.
Il mio augurio per voi, questo Natale, è di sperimentare questo profondo sentimento almeno una volta nella vita.
Scalda il cuore e riempie l’animo.
E’ indescrivibile.
Bastano poche ore insieme, accanto all’albero addobbato e con una tazza di té bollente a testa.
E tutto diventa magico…
E se per questa feste avete voglia di dedicare una poesia a tema amicizia, ecco il mio suggerimento!

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#5
E’ un classico Disney.
Quest’anno, per la prima volta, ho guardato Peter Pan!
Lo so, è vergognoso essere arrivata a 25 anni senza averlo mai visto ma…meglio tardi che mai, no?
E voi l’avete visto? Per chi se lo fosse perso…eccone un estratto tutto da cantare!

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#6
Farmi un regalo.
Da quanto non lo facevo (e senza sensi di colpa!).
L’ho fatto per queste festività, ma senza esagerare…
Vi piace il mio acquisto?
Anche io, a volte, cedo al fashion!

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#7
Famiglia.
Natale più di tutto per me è famiglia.
Non solo quella che mi circonda, con cui siedo a tavola la sera della vigilia.
Parlo anche della famiglia che non ho più.
Perchè, per citare la mia cantante preferita,
Siamo anche ciò che abbiamo perso.
Questo sarà il primo Natale della mia vita senza mio nonno Ottavio.
Sono passati ormai cinque mesi da quella domenica in cui l’ho visto andar via
ed è cosi strano prepararmi alle feste senza la sua presenza. Fisica, intendo.
Perchè nel mio pensiero c’è ventiquattro ore al giorno.
Ed è anche accanto all’albero,
cosicché ogni volta che le luci si accendono anche il suo volto possa illuminarsi come un tempo.
Come quando, da buongustaio quale era anche lui, tagliava un quadretto di cioccolato con forchetta e coltello
e lo gustava lentamente, sotto i baffi.
Come quando in questo periodo dell’anno in tv passavano filmoni come ”I dieci comandamenti”.
Come quando non volevo mangiare la pasta e lui diceva a mia madre ”Mettici la Nutella!!”
Quanti ricordi…
Ecco, Natale è soprattutto ricordi.
Sono quelli a dare calore e magia a tutto.
Teneteveli ben stretti i vostri ricordi.
Io anche questa settimana ho avuto il piacere di condividere i miei con voi che mi leggete…
e spero mi scriverete i vostri, sono curiosa di leggervi a mia volta!!

-Lisa-

{Dal comfort food alle vecchie tradizioni del Sud. Con un pizzico di cioccolato!}

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di COMFORT FOOD.

E’ una definizione che giunge direttamente dagli Stati Uniti e
trova una grande paladina nella bella e famosa Nigella Lawson,
giornalista e conduttrice tv britannica ormai nota anche in Italia per
i suoi programmi tv a tema cucina.
In realtà, non si tratta di nulla di nuovo; è solo un modo diverso per
indicare tutti quei cibi e quelle pietanze che hanno un effetto positivo sulla psiche.
Non è una novità che il sistema nervoso riveste un ruolo
importantissimo nell’alimentazione e nella dieta, sappiamo tutti che
un quadratino di cioccolato (meglio se fondente) innalza il livello di buonumore
o che una bella pizza fa ritrovare il sorriso anche nelle giornate peggiori.
Ultimamente però gli studi in questo ambito si stanno intensificando
e quello che ormai viene comunemente definito comfort food
è il tema di tanti articoli, post e programmi tv!

E’ comfort food tutto quello che appunto conforta, appaga, coccola.
Tutto ciò che mangereste il sabato sera a casa da soli, mentre fuori piove e
a farvi compagnia sul divano c’è il vostro morbido gatto che guarda con voi
un film degli anni ’90, meglio se natalizio, avvolti in una soffice coperta.
Tutto ciò che sa risollevarvi un tantino il morale quando
la sera tornate distrutti dal lavoro, dopo una brutta giornata in cui avete perso il treno,
messo un piede in una pozzanghera, rotto l’ombrello e smarrito la patente.
Tutto ciò che vi fa sentire subito meglio quando la storia d’amore in cui avevate tanto creduto
si sbriciola come un pacchetto di crackers in borsa, lasciandovi soli e col cuore spezzato.

Ma, pensandoci bene, non è solo questo.
Ho iniziato questo post immaginandomi brioches, cornetti e cioccolata calda
ma, riflettendoci, c’è una versione del comfort food molto comune
che non avevo per niente considerato!
E mi viene in mente pensando agli ultimi mesi.
Chi mi segue sulla pagina Fb
in cui posto le mie ricette e piccoli pezzi della mia sgangherata vita sa
che quest’estate ho perso mio nonno, uno degli unici due che ho potuto conoscere,
e che l’ultimo periodo è stato per questo molto triste per me. Ebbene,
in questa occasione ho sperimentato una versione tradizionale
e tipica delle mie parti (ma anche di un po’ tutto il Sud Italia) di comfort food,
solo che nel dialetto di qui si chiama ‘cuonsolo’, in italiano ‘consolo’.
Il dizionario Treccani ne dà questa definizione:

‘Uso funerario dell’Italia meridionale, consistente nell’offerta di cibi,
mandati a turno da parenti e amici alla famiglia di un morto nei primi giorni del lutto,
nei quali il focolare rimane spento.’

In pratica si intendono però diverse cose:
l’azione di donare la colazione la mattina immediatamente successiva al lutto
in casa del defunto e si tratta di solito di caffè e cornetti,
tanti cornetti (possono farlo amici e parenti, e si chiama cuonsolo primario),
l’azione di provvedere ai pasti della famiglia del defunto nei giorni del lutto
(di solito sono i vicini di casa ad occuparsene ed è detto cuonsolo fondamentale)
e l’azione di andare a far visita ai parenti stretti del defunto
nelle settimane successive al lutto portando doni gastronomici
(e questo è il cuonsolo secondario).
E’ da quando ero bambina che lo faccio anche io, insieme alla mia famiglia:
quando se ne va un parente di una persona cara o di un amico,
facciamo la spesa e gliela portiamo.
Però non mi era ancora mai capitato, per fortuna direi,
di trovarmi dalla parte di chi la spesa la riceve.
E’ un gesto che, in effetti, consola. Trasmette calore, affetto, attenzioni.
Ti fa sentire meno solo, compreso nel tuo dolore, accudito.
E non è un caso che i doni siano generi alimentari:
tutta la nostra vita ruota attorno al cibo.
Il cibo non solo ci permette di tenerci in vita ma ci riunisce, ci avvicina,
ci fa dimenticare le cose brutte della vita.
Anche quest’usanza ha una sua etichetta, ma credo che questa cambi da località a località.
In alcuni posti il ‘cuonsolo’ deve essere portato entro un certo periodo dal lutto
e ci sono cose precise da comprare per farlo.
Qui non ci sono regole precise ma i costumi locali, col tempo,
hanno consolidato la preferenza di cibi come zucchero e caffè,
che nelle case campane non mancano mai. Insieme a questi –o in alternativa-
ci sono poi pasta, succhi di frutta, biscotti e cioccolatini, fette biscottate,
marmellate e creme spalmabili, merendine (soprattutto se ci sono bambini in famiglia).
Infine, è molto diffusa anche l’usanza di donare carne o pollame freschi,
insaccati, formaggi freschi e stagionati e –dalle mie parti in particolare,
visto che è un prodotto locale- la mozzarella (soprattutto di bufala).

Aperta e chiusa la parentesi storico-folkloristica, torniamo al comfort food
e in particolare al mio! Ancora mi vedo nel lettone dei miei
a piangere guardando per la decima volta Titanic, sgranocchiando
biscotti con le gocce di cioccolato dopo che la mia prima
storia d’amore adolescenziale era naufragata rovinosamente, proprio come il transatlantico.
Ne è passato di tempo, io e l’amore abbiamo raggiunto un accordo ormai,
ma dei biscotti al cioccolato ancora non so fare a meno.
Diciamo che è del cioccolato in generale che non so fare a meno e ad oggi,
se devo scegliere un dolce su tutti, da eleggere confort food ufficiale della mia vita,
non posso che dire: crostata!
Crostata con la Nutella o con la crema al cioccolato, per la precisione.
E’ semplice da realizzare, veloce, perfetta per chi ha poco tempo o
per quei malesseri dell’animo improvvisi. E’ calda, ma si conserva bene
nel caso il buonumore venisse minacciato successivamente.
E’ personalizzabile: potete aggiungere qualsiasi cosa vogliate,
dalle nocciole alle meringhette, a seconda dei gusti. Insomma, ha solo pregi.
Ovviamente, da un punto di vista delle calorie, il discorso cambia,
ma non starò qui a tediarvi con i consigli per mantenere la linea.
Siete tristi? Vi sentite soli? Avete bisogno di coccole ma il gatto non collabora?
Segnatevi questa ricetta!

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{CROSTATA DI NUTELLA}

250 gr di farina 00
120 gr di zucchero semolato
120 gr di burro a temperatura ambiente
1 uovo e 1 tuorlo
un pizzico di sale
fino vaniglia

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Disponete gli ingredienti secchi a fontana su una spianatoia,
al centro versate le uova e il burro e nelle uova mettete la vaniglia estratta dalla bacca,
mescolate fino a rendere omogeneo l’impasto evitando però
che diventi troppo elastico, perdendo le caratteristiche di una frolla.
Avvolgete l’impasto in pellicola e tenetelo in frigo per mezz’ora circa.

Stendete la frolla con l’aiuto di un mattarello e di un bel po’ di farina
e foderatevi uno stampo da crostata precedentemente imburrato.
Bucate la frolla e rifilate i bordi. Farcite con abbondante Nutella,
livellate la farcitura poi realizzate, con la frolla rimasta e con l’aiuto di una rotella dentata,
delle strisce da disporre sulla crostata. Infornate.
Il forno dev’essere già caldo e va tenuto a 180°C per 25-30 minuti.

Mi raccomando, non dimenticate di accompagnarla con qualcosa di caldo e rinvigorente…
io vi propongo questa:

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