{Happy Sweet Halloween – Dolci idee last minute}

<<La festa di Halloween è un’occasione in più per tornare fanciulli, ridere, scherzare ed esorcizzare il dolore. Ricordarsi di prendere le cose alla leggera ogni tanto è una dote tutta umana, che alleggerisce il peso dei giorni. Approfittane ogni volta … Continua a leggere

{Torte di Laurea – Ad ognuno la sua. . . }

“Laurearsi è solo un concetto. Nella vita reale di tutti i giorni ti laurei. La laurea è un processo che continua fino all’ultimo giorno della tua vita. Se riesci ad afferrarlo, farai la differenza.” -cit.A. PENCOVICI Era da un po’ … Continua a leggere

{Biscotti, sguardi e altre cose di cui non saprei fare a meno.}

Ci sono tante cose di cui probabilmente non saprei mai fare a meno nella vita. Ci pensavo qualche giorno fa, all’ennesima tappa del percorso di decluttering intrapreso da qualche mese ormai, dopo aver acquistato il tanto chiacchierato libro ”Il magico … Continua a leggere

{Vaniglia, limone e ricordi.}

”Aspettare che
un dolce appena sfornato si raffreddi
è una delle cose più difficili da fare.
E’ il momento in cui
l’aria si riempie del delizioso aroma
degli ingredienti ancora caldi…”

(Cit. J. Stanbridge)

Della mia infanzia ho tanti ricordi.
I primi, primissimi sono legati al posto in cui sono nata
e alle persone che mi hanno cresciuta per i primi 4 anni.
Poi lo sfondo è cambiato
e sono cambiati anche i ricordi.
Sono diventati, come me,
più morbidi, melodici, colorati.
Hanno preso i profumi e i sapori della terra che mi ha accolta,
quella che in realtà è la mia vera casa.
Quando sono venuta a stare qui, a Caserta,
casa mia aveva giust’in mezzo al cortile
un enorme albero di limone.
Verde e lussureggiante, carico di limoni
in qualunque periodo dell’anno.
Se penso a quell’albero
(sacrificato poi in nome della ristrutturazione)
mi vengono subito in mente la mia famiglia,
le feste di compleanno con le tavolate lunghe 10 metri
e le pizze cotte nel forno a legna,
i pomeriggi passati a giocare a pallavolo con mio fratello,
mio nonno e le sue adorate galline.

recuer

Mio nonno viveva per la sua campagna.
E ogni volta che tornava a casa la sera
portava cesti carichi di meraviglie!
E i limoni non mancavano mai…

I limoni sono ancora lì,
sempre pronti per essere raccolti,
su due piante non troppo grandi appoggiate
al muro di cinta del terreno.
Mio nonno invece è un anno che non c’è più
e ogni volta che preparo qualcosa
usando i limoni ci penso.


La ricetta che mi ha riportato alla mente
di nuovo
tutti questi ricordi
è quella dei Biscottini vaniglia e limone!

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{BISCOTTINI VANIGLIA & LIMONE}

250 gr di farina 00
100 gr di burro
70 gr di zucchero
1 uovo
8 gr di lievito per dolci
succo e buccia di un limone biologico
vaniglia in bacca
un pizzico di sale
zucchero semolato e al velo qb

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Si parte con la classica fontana.
Potete farla su una spianatoia di legno o marmo
oppure -più veloce e a più basso tasso di briciole sparse-
in una ciotola molto capiente.

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Raccogliete gli ingredienti secchi,
poi spezzezzate il burro freddo,
aggiungete le uova, gli aromi (vanno aggiunti nei grassi) e
mescolate con l’aiuto di una forchetta, prima
e delle mani poi.

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Quando avrete formato una palla e l’impasto sarà abbastanza liscio
avvolgetelo in pellicola trasparente e fatelo riposare
in frigorifero per 30 minuti.

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Formate ora delle palline
cercando di mantenere la stessa dimensione
(compito apparentemente facile ma…)
e passatele prima
nello zucchero semolato e poi
in quello al velo.

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Non vi resta che cuocere i vostri biscottini,
in una teglia abbastanza capiente da
tenerli ben distanziati,
per circa 15 min. a 180°C.

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Appena sfornati appaiono cosi,
rugosi, con delle crepe,
ma profumatissimi e…
creano dipendenza.
Io v’ho avvertiti!!

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Quando ho realizzato questi biscottini,
ho colto l’occasione per restituire un contenitore da cucina
prestatomi da un’amica.
Ovviamente non potevo riportarglielo vuoto…
cosi l’ho riempito di vaniglia e limone! =)

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Quante storie potrei raccontarvi ancora
a proposito di questi due profumi…
ma ne parliamo al prossimo post!

Stay tuned. ❤

{Amici, muffins e tanto altro per cominciare Maggio!}

”I regali fatti agli amici
non sono preda del fato:
avrai soltanto le ricchezze che hai donato!”

(M. V. Marziale)

Non è facile definire cos’è un amico.
E’ una persona a cui vuoi bene. Ma non solo.
E’ una persona con cui ami trascorrere del tempo,
con cui riesci a parlare e che ami a tua volta ascoltare.
E’ qualcuno con cui condividi le tue passioni,
che trovi interessante, simpatico, che non ti annoia.
E’ una persona alla quale doni te stesso,
e speri che lei faccia altrettanto.
Amico però è anche un animale da compagnia.
Oppure un parente che però è più caro di altri.
Ci sono quegli amici con cui lavori, che non sono solo colleghi ma anche, appunto, amici.
Però sono diversi dagli amici del sabato sera,
con cui ti piace solo uscire ma non ci faresti mai un discorso di politica!
Ci sono gli amici che frequenti in parrocchia,
quelli estivi che incontri in vacanza tutti gli anni,
gli amici che non sono né conoscenti né amici stretti,
una via di mezzo che però li rende comunque amici.
Insomma, ne esistono milioni di tipi di amici.
E tutti sono veri, tutti si possono definire amici.
Perchè l’amicizia è una cosa cosi personale, cosi soggettiva,
cosi intima e cosi poco catalogabile che
una persona può avere tanti amici e tante amicizie diversi nella propria vita,
neanche lontanamente paragonabili fra loro,
senza però essere considerato superficiale o non sincero.

Ho avuto tanti amici fin’ora,
con molti a un certo punto non ha funzionato più,
con altri dura da una vita.
Tanti, nonostante non li conosca bene,
li considero amici perchè sento che in fondo,
nonostante la distanza, le differenze o le barriere,
hanno qualcosa di speciale,
quella capacità di entrare in sintonia
senza per forza andare a fondo nel passato, nel quotidiano o nel personale.
Considero amiche quelle persone che,
con gesti piccoli ma sinceri,
mi mettono voglia di vivere, di combattere, di dare il meglio di me.
Può trattarsi di un sorriso, di una cartolina, di un dolce fatto apposta,
di una chiacchierata virtuale anche se si hanno tanti impegni,
di un caffé al volo, di una sciarpa in prestito o
un pacchettino postale a sorpresa!
Sono quelle piccole cose, piene di valore e di significato,
che ti fanno sorridere alla vita e pensare che non sei solo.

Qualche tempo fa,
preparando dei muffins,
riflettevo proprio su questo.

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Cosi ho pensato che avrei potuto dedicare quei dolci
a chi mi aveva coccolato da vicino e da lontano,
anche solo virtualmente,
per ricordare che sono davvero grata per questi gesti.
La ricetta è semplice ed in realtà non è nuova.
Ricordate la TORTA ALLO YOGURT E FRUTTI DI BOSCO?
Cliccando sul link troverete la ricetta,
e per questi muffins vi basterà aggiungere del cacao
(e se volete delle gocce di cioccolato, al posto dei frutti rossi!)
e regolare tempi e temperatura.

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Con le dosi previste da questa ricetta
verranno fuori 12 deliziosi muffins di media grandezza,
tutti da condividere con i vostri amici,
per consolarli, coccolarli o…ringraziarli!

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In particolare, con questo post,
ci tenevo a ringraziare due persone,
che mi hanno fatto due doni molto belli.
La prima è una persona che ho conosciuto
grazie a Internet, alla passione per CasaFacile e alle rispettive pagine creative.
Suo è questo splendido regalo,
confezionato apposta per me!

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Lei, in arte, è Tonolli Kids.
Ve l’avevo già presentata, ma ribadisco il concetto: FA COSE PAZZESCHE!!!!!

Il secondo regalo è di una persona
che è diventata in tutto e per tutto
la mia socia in pasticci
e con la quale condivido IL SOGNO.
Si, quello di tutti i pasticcieri -esperti o apprendisti!
Conoscete già anche lei, è Nata per i fornelli (o meglio, Ileana!)
e il suo piccolo regalo si va ad aggiungere alla mia già vasta collezione…
si vede che mi conosce bene ihihih

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A loro e a tutti gli amici,
stretti e non,
vicini e non,
creativi e non,
GRAZIE.
E buon inizio di Maggio…che sia un mese di rose, di dolci  e di gioie!

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{Un dolce tutto da condividere: Torta allo yogurt e frutti di bosco per la Giornata della Felicità!

Crescendo impari che la felicità
e’ fatta di cose piccole ma preziose.

Cit. R. Bach

Tra pochi minuti
l’inverno lascerà il posto alla primavera
e allora tutto questo sole, i fiori colorati e
l’aria frizzante non saranno più un’eccezione
fra un temporale e l’altro ma… l’anteprima della bella stagione!!
Dite la verità, da quanto l’aspettavate?
C’è qualcosa di magico nella primavera.
La natura rinasce,
le persone si scoprono,
le giornate si riempiono di vita…
e la vita si riempie di colori!

La mia primavera è iniziata col colore rosso!
E’ da sempre uno dei miei colori preferiti:
lo indosso spesso,
lo adoro sulle labbra,
mi circondo di oggetti rossi per star bene.
Questa settimana l’ho messo anche sul dolce…
Che dolce?
Una torta da credenza, delle più classiche,
impastata con l’aggiunta dello yogurt e di succosi frutti di bosco!
Un dolce che adoro, perché estremamente versatile:
perfetto per la colazione, da inzuppare in una generosa tazza di latte,
diventa un dolce fine pasto con l’aggiunta di una salsa al cioccolato bianco.

La mia torta con frutti di bosco ha fatto da fine pasto
in una domenica in compagnia di mia nonna.
Mia nonna Assunta, classe 1930, ha sempre fatto la sarta nella vita.
E’ brava nel suo mestiere,
nelle sue mani stoffe e fili si trasformano in
qualsiasi cosa vi possa venire in mente!
Quand’ero piccola e andavo a casa sua,
il pavimento era sempre ricoperto di fili di cotone,
mentre lei, chinata sulla sua vecchia Singer in ferro,
cuciva senza sosta, con la tv ancora in bianco e nero
accesa a farle compagnia.
Ora io sono cresciuta,
lei ha cambiato casa tre volte,
ma la vecchia Singer è ancora lì
e lei continua a cucire nonostante non ci veda bene
e il lavoro sia diminuito.
Qualche volta compro delle stoffe e vado da lei,
che subito si mette all’opera
e mi aiuta a far diventare le mie idee
dei veri e propri oggetti
(perchè se dipendesse dalle mie doti di cucito, resterebbero solo delle idee!!).

Cosi, domenica scorsa, prima di pranzo,
ho tirato fuori un metro di semplice stoffa rossa comprata da Ikea,
qualche piccolo ”tesoro” trovato al mercatino dell’usato e
della passamaneria (un’altra delle mie passioni!)
e abbiamo iniziato a divertirci un po’…

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E’ stata una giornata perfetta,
complice anche il clima primaverile!
Ormai si respira Primavera ovunque,
e anche gli ospiti con cui divido il cortile
l’hanno percepita…

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Cosi, tra cucito e cucina, si è fatta una cert’ora…

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L’ora del dolce, per essere precisi!
Perciò, prendete carta e penna, che arriva la ricetta…

{TORTA ALLO YOGURT E FRUTTI DI BOSCO}
con salsa al cioccolato bianco
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Per la torta: 
4 uova medio-grandi
125 gr di zucchero
la polpa di mezza bacca di vaniglia
la scorza grattugiata di un limone biologico
350 gr di farina 00
2 vasetti di yogurt bianco (230 gr)
120 gr di olio (metà di semi e metà d’oliva)
1 bustina di lievito per dolci
frutti di bosco qb

Per la salsa al cioccolato bianco:
100 gr di cioccolato bianco di buona qualità
200 gr di latte parzialmente scremato
la polpa di mezza bacca di vaniglia
1 cucchiaio di maizena

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In planetaria,
montare uova, zucchero e aromi.
Aggiungere un po’ per volta la farina,
alternandola all’olio.
Amalgamare infine lo yogurt e
il lievito setacciato.
L’impasto deve risultare sodo, non troppo liquido.
Infarinare i frutti di bosco (che possono essere freschi o congelati).
Versare il composto in uno stampo tondo,
imburrato e infarinato (diametro 25 cm).
Adagiare sulla superficie del dolce i frutti infarinati,
ben distanziati.
Infornare, in forno preriscaldato, a 170 minuti
per circa 45 minuti.

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In un pentolino,
scaldare il latte con la vaniglia.
Versarlo, ben caldo,
sul cioccolato bianco tritato
e mescolare con una frusta fino a completo scioglimento.
Setacciarvi la maizena e amalgamare,
quindi portare ad ebollizione.
Si conserva per qualche giorno, in frigo.

Ps. Oggi, oltre ad essere l’Equinozio di Primavera,
è anche la Giornata Internazionale della Felicità indetta dall’Onu.
Per questo ho scelto di parlarvi di questa torta e di una domenica come tante.
Perchè ho imparato, crescendo, che la felicità sta proprio in questo,
nell’apprezzare le piccole cose.
Come una fetta di torta,
incartata con amore,
da regalare a chi tutti i giorni
divide con me la passione dei fornelli.
Perchè la felicità si moltiplica
solo quando viene (con)divisa!!
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Buon primo giorno di Primavera, pasticcioni!!!!!

-Lisa-

{2X1 – Due ricette per le Castagnole del Martedì Grasso!

{Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
[…] C’è un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.}

-Ecclesiaste-

Finisce cosi anche questo Carnevale.
Un po’ sottotono, o sbaglio?
Sarà la crisi? O l’abbondanza di feste e festività che ormai ci ha dato assuefazione?
Chissà…
Ad ogni modo, bisogna concluderlo in bellezza!
Perciò, preparatevi perchè non vi darò una sola ricetta bensì due!
Due versioni differenti della stessa prelibatezza.
E si astengano tutti coloro che sono a dieta, perché prevedono entrambe la frittura!
Di cosa parlo?
Delle CASTAGNOLE!
In ogni regione d’Italia prendono un nome diverso ma, in sostanza, si tratta sempre
di dolci palline fatte impastando uova, farina, zucchero e burro, fritte e ‘condite’ con
miele, zucchero al velo o crema.
Le ricette che vi propongo differiscono non solo nelle dosi
e nel diverso tipo di grasso utilizzato,
ma anche nella modalità di lavorazione.
La prima ricetta, quella di famiglia,
prevede infatti l’uso dell’olio di semi di girasole e
permette di ottenere un impasto semi liquido, da porzionare con un cucchiaio.
La seconda ricetta invece, sperimentata quest’anno,
prevede l’uso di burro e ricotta
e la lavorazione è manuale: l’impasto va arrotolato e tagliato proprio come gli struffoli (o gli gnocchi!!).
Nel caso siate curiosi e vogliate provare a fare anche quelli, vi rimando ai miei due post: struffoli & gnocchi!
Ma torniamo a noi… prendete carta e penna, arrivano le ricette!

{CASTAGNOLE AL CUCCHIAIO}

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5 uova medie
5 cucchiai di zucchero semolato
5 cucchiai di olio di semi di girasole
5 cucchiai di anice
sale q.b.
la buccia grattugiata di un limone non trattato
farina 00 q.b. (orientativamente mezzo chilo)
una tazzina di latte
una bustina e mezza di lievito per dolci
olio di semi (ma sarebbe meglio d’arachide) per friggere

In una ciotola capiente,
lavorate le uova con lo zucchero fino a farle schiumare.
Aggiungete il sale, gli aromi,il latte e l’olio.
Setacciate la farina e aggiungetevi il lievito.
Versatela un po’ per volta nell’impasto, amalgamando.
Dopo aver aggiunto tutta la quantità prevista,
verificate la consistenza dell’impasto:
dev’essere morbido abbastanza da essere lavorato con un cucchiaio
ma non deve risultare liquido.
Dev’essere fluido ed elastico.
Se non è cosi, continuate ad aggiungere la farina un po’ per volta,
fino all’ottenimento della giusta consistenza.
Intanto, riempite una pentola con l’olio
e fatelo scaldare bene.
Quand’è ben caldo, con due cucchiai porzionate le castagnole
come si fa con le quenelles e tuffatele nell’olio.
Controllate costantemente la cottura: saranno pronte quando avranno assunto un colorito bruno,
ma attenti a non farle scurire troppo!
Scolatele su carta assorbente e, una volta fredde, spolverizzatele con zucchero al velo
oppure servitele con del miele caldo aromatizzato con scorza di agrumi.

{CASTAGNOLE AL TAGLIO}

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250 gr di uova
175 gr di zucchero semolato
175 gr di miele millefiori
100 gr di burro
300 gr di ricotta
1 kg di farina 00
250 gr di latte
una bustina di lievito per dolci
vaniglia e scorza grattugiata di un limone non trattato
olio di semi (ma sarebbe meglio d’arachide) per friggere

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Su una spianatoia, formate la classica fontana con gli ingredienti secchi:
farina, lievito, sale, zucchero.
Al centro, aggiungete tutti gli altri ingredienti (avendo cura di far ammorbidire bene il burro).

NB: questa lavorazione ovviamente, se volete, potete effettuarla in un’impastatrice.
Io preferisco impastare a mano. 
E’ molto più affascinante!

Dunque, dicevo… una volta formata la fontana, mescolate con una forchetta gli ingredienti liquidi al centro,
amalgamando a mano a mano anche quelli secchi, senza rompere la fontana.
Quando l’impasto avrà raggiunto una certa consistenza,
abbandonate la forchetta e lavoratelo con le mani, infarinando costantemente il piano di lavoro.
L’impasto sarà pronto quando risulterà morbido, elastico e malleabile.
Prima di procedere, mettete sul fuoco una pentola con l’olio.
A questo punto non vi resta che seguire i solito procedimento:
prima formate dei salsicciotti poi tagliate a tocchetti e infarinate.
Badate bene a non tagliare tocchetti troppo grandi, poichè in cottura si gonfieranno!
Quando avrete terminato questa operazione,
passate a friggere le castagnole nell’olio ben caldo.
Non friggetene molte per volta, hanno bisogno di spazio per rigirarsi.
Per una cottura ed un colorito uniformi, mescolatele costantemente.
Scolatele su carta assorbente poi, quando sono ancora calde,
passatele nello zucchero semolato. Infine, spolverizzate con lo zucchero al velo.

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Perfette da accompagnare al classico Sanguinaccio
ma anche ad una semplicissima tazza di cioccolata calda,
secondo me sono anche un ottimo regalo:
basta confezionarle in sacchettini trasparenti
da chiudere con nastri colorati e
magari aggiungendo anche la ricetta scritta su un cartoncino nei toni pastello!
Che vogliate gustarle in casa o regalarle,
ricordate che le castagnole sono un dolce da consumare entro 24-48 ore,
dopodiché perdono la morbidezza e il gusto che le contraddistingue,
siano esse al cucchiaio o al taglio!

Con queste due ricette (e molte altre che tenevo nel cassetto),
in una giornata di sole, ho iniziato una piccola agenda…
E’ un regalo della mia cara amica Annamaria,
che mi ha sorpresa con un oggetto cosi semplice
ma allo stesso tempo cosi speciale (come lei, d’altronde)!
Su suo suggerimento, ho deciso di usarlo per annotare delle ricette
ma non delle ricette qualsiasi…

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Per la precisione, più che di ricette si tratta di piccoli grandi sogni.
I miei, quelli per il mio futuro.
E’ nata cosi l’agenda delle ricette della mia futura bakery!
Non so se riuscirò mai ad averne davvero una tutta mia ma…
intanto che sogno, meglio prendere appunti!

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Ed è con questo piccolo, grande, colorato e personalissimo progetto che
vi auguro di trascorrere un martedi grasso
spensierato, goloso e divertente!

Lisa

{Come iniziare bene il nuovo anno: barrette di croccante alle nocciole e sesamo}

{Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico 
e come sono contento di essere qui in questo momento, 
vedi, vedi, vedi, vedi, 
vedi caro amico cosa si deve inventare 
per poterci ridere sopra, per continuare a sperare. 
E se quest’anno poi passasse in un istante, 
vedi amico mio 
come diventa importante che in questo istante ci sia anch’io…}

L’anno che è appena terminato
è stato un anno davvero intenso per me.
Cosi intenso da non lasciarmi neanche il tempo
di scrivere un post per fare un bilancio!
Avevo pensato di scriverne uno con tante belle foto,
con una classifica del meglio del 2013,
ma il lavoro e le tradizioni e il cenone
hanno finito col lasciarmi giusto il tempo di
accendere il pc per mandare qualche e mail di auguri!
E’ stato un anno pieno di esperienze nuove,
a volte sfiancante, che mi ha messo davvero a dura prova.
Ma è stato anche un anno di relax, di piccoli grandi piaceri,
di piccole grandi conquiste e passi avanti nella direzione del mio futuro.
Quante incertezze, quanti momenti di disperazione,
ma anche quante persone meravigliose a sostenermi!
Ho iniziato a realizzare qualche progetto,
ne ho messi a fuoco altri per il futuro.
Ho perso una persona cara,
per poi scoprire che non se n’è mai andata davvero se non fisicamente.
E’ stato un anno intenso,
e il 31 dicembre, a mezzanotte,
ho brindato a tutto questo e a molto altro.
Ma soprattutto a me,
e ai miei sogni.
Sogni che profumano d’arancia,
sono colorati di rosso e di bianco (possibilmente a pois)
e hanno il sapore dei dolci che ho imparato a preparare da piccola.
Come il croccante!

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Il croccante è sempre stato per me
il dolce delle serate piovose
passate sul divano a guardare la tv,
quando non hai un dessert in casa
ma quella voglia di qualcosa di dolce
non ti lascia in pace.
Ricordo come fosse ora
quelle sere, dopo cena,
in cui una me stessa in versione mignon
chiedeva ”qualcosa di dolce”
e mia madre metteva sul fuoco un pentolino con lo zucchero,
minacciandomi di non avvicinarmi
perchè potevo bruciarmi col caramello!
Bastavano pochi minuti d’attesa
per avere un dolce degno dei migliori dessert del mondo!
Ancora oggi, quando lo preparo,
torno a sentirmi la ‘bambina’ più fortunata del pianeta!

Per preparare queste barrette di croccante alle nocciole e sesamo,
perfette per accompagnare un caffé bollente
ma anche per riempire la calza della befana,
avete bisogno di:

350 gr di zucchero
250 gr di granella di nocciole
un pugno di sesamo bianco
2 cucchiai d’acqua

Mettete sul fuoco un pentolino con lo zucchero e l’acqua
e con pazienza attendete che lo zucchero si raggrumi.
Con un cucchiaio di legno mescolatelo fino al completo scioglimento,
facendo attenzione a farlo restare sempre di un colore dorato
senza che si scurisca!
Appena ha raggiunto una consistenza fluida
spegnete il fuoco
e versate nel pentolino la granella di nocciole e il sesamo, mescolando.
Facendo molta attenzione a non scottarvi
versate il composto su un foglio di carta da forno adagiato su un tagliere di legno.
Livellate con l’aiuto di una spatola unta d’olio.
Appena si sarà rappreso, con un coltello ben affilato e unto d’olio
tagliate delle listarelle e lasciate freddare.

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Non è meraviglioso?
In fondo si tratta solo di semplice zucchero…!
Per me è una piccola magia,
una delle tante possibili in pasticceria.
Come si fa a non amare questo mestiere?
Il mio 2014 è iniziato proprio cosi,
con la mia più grande passione trasformata finalmente in lavoro.
A volte è davvero dura,
il periodo natalizio è stato estenuante ma,
se ci penso, non vorrei fare nessun’altro mestiere nella vita.
E questo mi da la forza di andare avanti!

Con l’augurio che anche il vostro 2014
dia spazio alle vostre passioni
e vi permetta di realizzare i vostri sogni,
vi lascio la mia colonna sonora di questa settimana.

Buon anno nuovo, pasticcioni!!

{L’anno che sta arrivando tra un anno passerà,
io mi sto preparando: è questa la novità.}

{L’anno che verrà – Lucio Dalla}

-Lisa-