{Ognuno ha la sua ricetta. Della Pastiera, come della Serenità!}

”La serenità è uno sforzo continuo”.
Questa frase -tratta da un libro di Simone Perotti
(di cui vi racconterò prossimamente!)
mi ronza in testa da qualche giorno.
Forse qualche settimana, in realtà.
Mi ronzava in testa anche mentre
impastavo, come faccio ogni anno,
la mia quintalata di pasta frolla allo strutto e cannella
per le tradizionali pastiere di Pasqua.

Impastare è una delle attività
più adatte, secondo me, a conciliare la riflessione.
Mentre spingi, sprimacci e sbricioli
i pensieri ti vengon su con una facilità indescrivibile,
si mescolano, è vero, ma poi c’è sempre quel momento
in cui arriva la rivelazione-
qualcosa di molto simile a quelle che James Joyce definiva Epifanie!
E’ per questo che mi ostino ad impastare a mano,
anche se la mia Kenwood farebbe volentieri il lavoro al posto mio.
Perchè mentre sei lì che amalgami gli ingredienti,
facendoti anche gli sbaffi di farina sul viso e 
premendo i palmi con tutta la forza che possiedi,
la mente elabora. 

Della Pastiera, come della Serenità,
ognuno ha la sua ricetta.
Qualcuno usa quella di un grande chef,
qualcun’altro si affida al ricettario della nonna,
qualcun’altro ancora sperimenta leggendo un blog.
Ho provato a googlare Pastiera + Napoletana + Ricetta
e son venuti fuori 250.000 risultati.
Non oso pensare se cercassi Ricetta + Serenità !
La mia pastiera è un misto: ad una ricetta di base,
negli anni ho apportato le mie modifiche
seguendo l’istinto:
la frolla -fatta con soli tuorli,
aromatizzata alla cannella e con lo strutto,
dev’essere non troppo spessa e croccante.
Il ripieno non è dolcissimo,
ma ha il grano intero e la ricotta di pecora,
è aromatizzato al fior d’arancio e
senza canditi.

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Cuoce molto, un’ora e anche di più.
Deve prendere quel bel colore bruno,
le strisce di pasta devono diventare croccanti e
il ripieno deve restare umido al punto giusto.
Poi, largo alle contaminazioni….
quest’anno l’ho provata anche al cioccolato:
frolla con aggiunta di cacao e
ripieno con gocce di cioccolato!
Per non parlare della decorazione!

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Con la Serenità sono meno brava.
La ricetta di base fa schifo e
non riesco a trovare gli ingredienti giusti
per ottenere il risultato che tanto desidero.
Ah, se fosse facile come preparare la pastiera….
un pizzico di cannella, una stecca di vaniglia,
un barattolo di grano cotto e via!
Troppo semplice, eh?
Intanto vi do la ricetta della Pastiera!

{Pastiera di Grano}

Per la frolla:
600 gr farina 00
240 gr di zucchero semolato
240 gr di strutto (oppure, metà strutto e metà burro)
sale, cannella, vaniglia a piacere
6 tuorli

Per il ripieno:
500 ricotta di pecora
300 gr zucchero semolato
3 uova intere
1 barattolo da 500 gr di grano cotto
150 ml latte
scorza di limone bio
aroma fior d’arancia
un po’ di burro

La frolla va impastata disponendo sulla spianatoia
gli ingredienti secchi a fontana e
versando al centro gli ingredienti liquidi.
A questo punto, basta amalgamare tutto con le mani
o con l’aiuto di una spatola (il ”cartoncino”).
Non lavoratela troppo,
deve mantenere la sua consistenza frolla e un po’ sbriciolosa.
Questo passaggio potete compierlo anche con un giorno d’anticipo
e far riposare la frolla in frigo coperta da pellicola.

In una casseruola, portate a bollore il latte con
il grano, la scorza di limone bio e un po’ di burro.
Fate quindi raffreddare completamente.
Intanto, in una terrina capiente,
mescolate con una frusta la ricotta
(se lo ritenete opportuno, passatela prima al setaccio)
con lo zucchero,
aggiungete poi le uova e l’aroma fior d’arancio.
Appena il primo composto è freddo, unitelo al secondo e amalgamate.

Imburrate ed infarinate tre stampi, di quelli appositi da pastiera
(quelli svasati, per intenderci)
di misura compresa tra 10 e 15 cm circa.
Stendete quindi la frolla, capovolgete lo stampo prescelto e
usatelo per tagliare un cerchio di pasta.
Foderate con questo lo stampo,
pigiando bene con i polpastrelli e rifilando il bordo.
Versate il ripieno fino all’orlo.
Dalla frolla stesa, ricavate con la rotella tagliapasta dentellata,
delle strisce di un cm circa di larghezza
e che sono siano troppo spesse.
Disponetele sulla pastiera, con delicatezza,
facendo aderire le estremità al bordo del dolce.

Infornate a 180°C in forno già caldo e cuocete per almeno un’ora,
regolandovi in base al colore della superficie dei dolci:
dev’essere scura ma non bruciata!
Dopo aver sfornato le pastiere, fatele raffreddare prima di sformarle
e conservatele in frigo fino al momento di servirle.

Per quanto riguarda la Serenità, invece,
mi sono appena ricordata di una massima che forse
potrebbe candidarsi a ricetta:

”Se c’è una soluzione…perchè ti preoccupi?
E se non c’è una soluzione…perchè ti preoccupi?”

Con questo, vi auguro di trascorrere una Pasqua serena
e di condividere la tavola di queste feste con chi amate.
Happy Easter! 😉

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