{Passeggiata ad Ancona sulle orme di Vanvitelli.

Quando lo scorso Natale, ho trovato fra i regali
il biglietto per il Sigep 2015,
la prima cosa a cui ho pensato
è stata ”devo passare da Ancona”.
In ventisei anni sono stata nelle Marche tantissime volte,
per 4 anni ci ho anche vissuto ma -cosa assurda,
Ancona non l’avevo ancora mai vista.
Come avrei potuto passare lì vicino e non fermarmi?
Al solito, è stato un viaggio breve e incasinato,
(poco tempo, low budget, ecc ecc…)
e ho potuto sostare ad Ancona appena un giorno ma
quello che ho visto mi ha riempito gli occhi e il cuore.
[Anche la Cristoforetti ha postato da poco un’imperdibile foto di Ancona!]

Pioveva.
Il cielo è stato per lo più grigio quel giorno e
io ero già stanchissima dopo i tre giorni in Romagna,
infatti ho una faccia inguardabile nelle foto.
Eppure (o forse proprio per questo)
Ancona mi ha affascinata tremendamente.
Ovunque mi girassi, c’era qualcosa di bello o di particolare.
Qualcosa da fotografare e da memorizzare,
per ripensarci poi con calma a casa,
quando avrei scritto tutto il mio viaggio,
nero su bianco.

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E’ buffo.
Ancona fa parte della mia vita per un puro caso.
Mio padre, originario di Caserta, fu trasferito lì per lavoro
poco tempo prima della mia nascita.
Ed è buffo come queste due città siano invece
cosi fortemente legate nella Storia.
Grazie ad un certo Luigi Vanvitelli. Mica uno qualsiasi?
A Vanvitelli (e ai Borbone), Caserta deve tutta la sua fama
e il pezzo più bello della sua Storia: la Reggia.
Ancona, a sua volta, ha accolto Vanvitelli e
custodisce alcune delle sue bellissime opere, tra cui
l’edicola presente nel Duomo e
la Mole (poi ribattezzata Vanvitelliana) ovvero Ex Lazzaretto.
Ecco, in due parole,
perchè questo viaggio è stato per me cosi speciale.

Pronti a dare un’occhiata?

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Dedicato a San Ciriaco, il Duomo di Ancona
svetta maestoso sul colle Guasco e
da lì domina la città e il golfo
riempiendo di meraviglia lo sguardo dei visitatori.
Raggiungerlo è stato semplice,
abbiamo fatto una piacevole passeggiata
lasciando l’auto in Piazza del Senato
e immergendoci completamente nell’atmosfera del centro storico.

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L’interno mette una certa soggezione:
ho scattato pochissime foto ma ammirato ogni particolare,
specialmente nei sotterranei.
Ferma, sul piazzale del Duomo che si affaccia sull’Adriatico,
ho respirato una tranquillità indescrivibile,
come se fossi lontana anni luce dal via vai cittadino.
Un’oasi, ecco cos’è quest’ di Ancona.
Dal Duomo poi, spostarsi a piedi è stato semplicissimo
e ad ogni passo c’era qualcosa da ammirare.

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Sul percorso ci siamo imbattute in Palazzo Ferretti.
Non era nel mio piccolo programma per la giornata
ma come si faceva a rinunciare al Museo Archeologico Nazionale delle Marche?

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Di Musei Archeologici ne avrò visti più di una decina fin’ora
(quello di Paestum, per esempio, ve l’ho raccontato qui)
ma ogni volta resto affascinata.
Questo qui mi è piaciuto tanto:
contenuti unici, personale cordiale e preparato,
organizzazione semplice ed efficiente…
è stato un piacere camminare indietro nel Tempo
alla scoperta delle Marche di una volta e
lo abbiamo fatto a un prezzo davvero irrisorio!

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Anche stavolta, come ogni volta,
sono rimasta incantata di fronte alle teche
con i manufatti che servivano a cucinare:
colini e grattugie mi hanno tenuta lì dei lunghi minuti,
a fotografare e riflettere
su quanto siamo presuntuosi oggi.
Pensiamo di essere chissà chi e aver inventato chissà cosa…
sono queste invenzioni qui che hanno cambiato la vita all’Uomo,
e hanno diverse migliaia di anni. Altro che iPhone!

Appena fuori da Palazzo Ferretti,
attraversando la strada, un altro piccolo angolo di Storia,
a cielo aperto.

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Ovviamente, chi mi legge da un po’ sa benissimo che
i miei viaggi non sono solo musei e chiese
(anche se solo ad Ancona, in mezza giornata, ne ho visitate 4!)
perciò se stavate aspettando di sapere dove ho pranzato,
vi accontento subito.
In un vicoletto nascosto,
poco lontano dal mare e dal Duomo,
ci siamo fermate a L’Osteria del Pozzo.
Le recensioni lette al momento promettevano
un buon pasto a un buon prezzo e
non siamo rimaste deluse!
Abbiamo mangiato pasta fresca,
ascoltato il dialetto locale e
ammirato belle stampe di un’Ancona d’altri tempi,
sedute in una saletta affollata e piena di vita.
Giusto il tempo di riprenderci,
ci aspettava ancora cosi tanto da vedere….

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Il pomeriggio lo abbiamo dedicato interamente alla Mole.
Ci si arriva in auto, senza troppo sbattimento
(il navigatore di Google è stato un alleato prezioso!)
ed è un posto da visitare assolutamente
per (almeno) due motivi.

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Il primo è ovviamente la struttura.
Bellissima, uno scenario davvero affascinante.
Posso solo immaginare come sia bello in un giorno di sole.

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Il secondo motivo
risiede all’interno delle mura dell’ex Lazzaretto e
si chiama Museo Omero.

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Si tratta di uno dei pochi Musei Tattili al mondo,
riconosciuto dallo Stato e con una collezione
(tra opere originali e copie al vero)
vasta e ben illustrata ai visitatori.
E’ nato nel 1993 e da allora
permette ai non vedenti (ma non solo)
di toccare grandi opere d’arte come
la Venere Italica o la Pietà.

Visitarlo bendata e scoprire le opere
solo grazie al tatto è stata un’esperienza unica e piena di sorprese:
le statue sembravano cosi grandi,
e capire di cosa si trattasse non era per niente semplice.

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Potrei parlarvene per ore ma in nessun modo
riuscirei a spiegare la sensazione che si prova
nel seguire con la punta delle dita i tratti del viso
o tenere le mani sulle mani o ancora
toccare ogni piega dell’abito di una statua come quella della Pietà.
Io ho avuto i brividi.

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E’ stato emozionante toccare opere come questa o
come La Lupa,
dopo aver ammirato da vicino le originali
nei rispettivi Musei o Chiese.
Questo Museo, da solo, è valso tutta la stanchezza
con cui sono andata a letto quella sera. Ed è stata parecchia eh!

Non mi resta che raccontarvi, prossimamente,
l’ultima tappa di questo viaggio.
Vi porterò a vedere dove sono nata,
a calpestare il suolo su cui è nato Federico II
e ad assaggiare il plumcake più buono del mondo!
Alla prossima 😉

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8 thoughts on “{Passeggiata ad Ancona sulle orme di Vanvitelli.

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