{Migliaccio – La felicità ha un sapore semplice}

[tra-di-zió-ne]
dal latino: tradere, composto di tra- oltre e dare consegnare.
Trasmettere oltre.

Mi è sempre piaciuto questo termine.
E il suo significato ha un gran valore per me.
Per quanto ami conoscere, evolvermi, tracciare sentieri non ancora esistenti
perché quasi mai mi vanno bene le strade già segnate,
mi rendo conto di essere fatta per il 50% di questo, di tradizioni.
Che si tratti di tradizioni del posto in cui vivo,
o strettamente familiari o, ancora, iniziate da me,
queste hanno un gran peso nella mia vita.
Il che non significa che facciano da zavorra.

Il Carnevale, nonostante i miei sforzi,
purtroppo non è una tradizione forte come vorrei.
Lo era, un tempo, quando ero ragazzina e
la vita era meno stressante ma
non ho saputo tenerla con me fino in fondo.
In cucina però è rimasta.
E, almeno da questo punto di vista,
non credo la perderò mai.
Lo scorso anno vi ho parlato delle Castagnole
quest’anno resto sul semplice invece,
ripescando un dolce che ho sottovalutato in passato ma
che negli ultimi anni ha ripreso un posto d’onore nel mio cuore.
Si tratta del Migliaccio,
un dolce tipico delle mie parti,
che conosce molte varianti.

Lo trovo perfetto per questo momento storico.
E’ il simbolo di quel ritorno alle cose semplici
che tutti dovremmo compiere per essere felici.
Felici di quella felicità che nessuna app o auto superaccessoriata o vestito griffato può darci,
perché è nascosta tra i fogli di una lettera spedita a mezzo posta
o fra le pagine di un ricettario che ha mezzo secolo
ed è tutto macchiato di olio e cioccolato.

carn01

Del Migliaccio Napoletano (quello classico con la ricotta, per intenderci)
e della sua storia hanno parlato in tanti,
a me è piaciuto questo post qui.

Il migliaccio che si prepara a casa mia, invece,
non prevede la ricotta tra gli ingredienti
(ed anche per questo mi piace!).

carn03

Si parte dal semolino fatto con il latte
e si arriva a un dolce semplice ma che appaga,
soprattutto se -come me- lo personalizzate con il cioccolato fondente.

carn02

Unico accorgimento: ingredienti di qualità.
E’ una regola che dovrebbe valere sempre, lo so,
ma secondo me vale ancor di più nel caso
dei dolci più semplici.
Uova fresche, vaniglia in bacca, scorza d’agrumi biologici
fanno davvero la differenza.

Stavolta non vi lascio ricette,
ne esistono cosi tante in giro
(e poi ho in mente di far diventare questa ricetta qualcosa di più di un post sul blog,
perciò non è ancora il suo momento.)
Vi invito però, se vi va, a lasciarmi le foto dei vostri dolci di Carnevale e
a raccontarmi le tradizioni di casa vostra…

Vi saluto -come lo scorso anno!-
con un reperto storico:
la prova che sono sempre stata una che pensa troppo!
Questa qui ero io a due anni,
un’apetta che amava le caramelle alla panna
e che rifletteva sull’Universo anche quando
era palesemente il momento di divertirsi e basta! =)

io1989

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